GUIDE OPERATIVE · CONTRATTI E LAVORO

Rinnovo del CCNL Vigilanza privata e Servizi fiduciari: a che punto è e cosa preparare

Dove sta la trattativa del contratto maggiore, chi la conduce, che cosa pesa sul costo del lavoro e che cosa preparare in ufficio, prima e dopo la firma.

Aggiornata al 6 ottobre 2026 · le fonti citate sono in fondo alla pagina

Perché il rinnovo riguarda l'ufficio

Per un istituto di vigilanza il rinnovo del contratto non è una notizia da leggere: è un cambio di costi da portare nelle buste paga, nei margini dei servizi e nei prezzi ai clienti, spesso con decorrenze già passate. Questa guida dice dove sta la trattativa del contratto maggiore del settore, chi la conduce, che cosa di solito cambia con un rinnovo e che cosa conviene preparare in ufficio prima che il testo arrivi. Non anticipa cifre che nessuno ha ancora firmato: le aggiunge, con la fonte, quando ci sono.

Dove sta la trattativa

Al 6 ottobre 2026 il rinnovo non è firmato. La trattativa si è aperta il 5 febbraio 2026, con la consegna della piattaforma unitaria dei sindacati alle associazioni datoriali, ed è proseguita con incontri per tutta l'estate. L'ultimo comunicato sindacale annunciava per il 14 settembre 2026 una nuova riunione plenaria a Roma: secondo la stampa di settore l'incontro si è tenuto, con distanze ancora ampie sulla parte economica, e la data della plenaria successiva non è ancora fissata. Questa pagina si aggiorna a ogni passo della trattativa, con la data e la fonte.

Il contratto in vigore non è scaduto: l'accordo integrativo del 16 febbraio 2024 ne fissa la validità dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026. I sindacati hanno impostato la piattaforma sulla data del 31 maggio 2026, e per questo in giro si leggono due scadenze; quella scritta nell'accordo è il 31 dicembre 2026. Il riferimento, oggi, è l'accordo del 30 maggio 2023 con l'integrazione del 2024.

Chi firma il contratto maggiore

Il CCNL per i dipendenti da istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari è firmato, sul lato datoriale, da ANIVP, ASSIV, UNIV, Legacoop Produzione e Servizi, AGCI Servizi e Confcooperative Lavoro e Servizi; sul lato sindacale da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UILTuCS. Sono le stesse organizzazioni che conducono il rinnovo. È il contratto che le stazioni appaltanti indicano di regola nei bandi per i servizi di vigilanza e il parametro che ispettori e giudici usano per valutare una retribuzione. Dal 2023 gli accordi di rinnovo lo intitolano «Vigilanza privata e Servizi di sicurezza», ed è il nome che si legge nei comunicati; nel testo la seconda sezione resta la «Sezione Servizi fiduciari».

Nel 2026 altre sigle hanno firmato contratti alternativi per lo stesso perimetro (il 4 giugno e il 9 luglio). Non sono il rinnovo di questo contratto e non ne cambiano la scadenza: chi valuta di passare a uno di essi trova le conseguenze nella guida su quale CCNL applicare.

Minimi, una tantum e decorrenze: che cosa pesa sul costo del lavoro

Un rinnovo, di solito, porta tre cose che toccano subito i conti dell'istituto. La prima sono gli aumenti dei minimi tabellari, quasi sempre divisi in tranche con date diverse: ogni tranche cambia il costo orario di ogni livello, e con lui il costo delle maggiorazioni che si calcolano su quella paga. La seconda è la copertura del periodo fra la scadenza e la firma, che le parti possono regolare con una somma una tantum o con arretrati: è un costo che riguarda mesi già fatturati ai clienti. La terza sono le parti normative (orari, riposi, indennità, welfare), che non si vedono nei minimi ma cambiano le ore pagate o il modo di contarle.

Finché l'accordo non è firmato, qui non ci sono cifre: le aggiungeremo, con la fonte, quando ci saranno.

C'è poi l'effetto che si vede dopo, sui contratti con i clienti. Il regolamento di esecuzione del TULPS (art. 257-quinquies, comma 2) chiede al prefetto di verificare le condizioni di sicurezza dei servizi con parametri oggettivi che tengono conto, fra l'altro, dei costi reali e complessivi del personale: un rinnovo che alza il costo orario rende vecchi i prezzi calcolati prima. Negli appalti pubblici il codice dei contratti obbliga a inserire nei documenti di gara le clausole di revisione dei prezzi (d.lgs. 36/2023, art. 60); nei contratti privati conta quello che il contratto con il cliente dice sull'adeguamento.

Guardie giurate e servizi fiduciari: due sezioni da seguire separate

Il contratto maggiore contiene due sezioni con inquadramenti, tabelle e regole distinte: quella delle guardie particolari giurate e quella dei servizi fiduciari. Un rinnovo può muoverle in modo diverso, con aumenti, decorrenze e indennità che non coincidono. Per un istituto che ha operatori di entrambe le sezioni la conseguenza è pratica: ogni modifica va riportata sulla sezione giusta, e le ore di ogni operatore devono continuare a finire sulla tabella giusta quando arrivano al consulente del lavoro.

Che cosa preparare in ufficio, prima e dopo la firma

Prima della firma il lavoro utile è sapere da dove si parte; dopo, è applicare il testo senza perdere pezzi. Questa è la sequenza che conviene seguire, ognuna con il consulente del lavoro accanto.

  • Avere l'elenco del personale per sezione e livello, con le ore medie mensili per operatore: è la base di ogni stima.
  • Calcolare il costo orario attuale per livello, con le maggiorazioni che l'istituto paga davvero, e tenerlo come riferimento.
  • Quando il testo arriva: leggere tabelle e decorrenze sul documento firmato, non sui riassunti.
  • Concordare con il consulente come e quando si applicano aumenti, una tantum o arretrati, e da quale cedolino.
  • Ricalcolare il margine di ogni servizio con il nuovo costo orario, servizio per servizio, e segnare quelli che scendono sotto la soglia che l'istituto si è dato.
  • Rileggere i contratti con i clienti: dove c'è una clausola di adeguamento, preparare la comunicazione con il conteggio; dove non c'è, decidere se e come riaprire il prezzo.
  • Aggiornare le tariffe delle offerte nuove prima di firmarne altre.
  • Comunicare al personale che cosa cambia e da quando.

Le cose da non fare mentre si aspetta

  • Applicare cifre lette su un comunicato o su un social prima della firma del testo.
  • Firmare contratti pluriennali con i clienti a prezzo fisso, senza clausola di adeguamento, mentre il rinnovo è aperto.
  • Dimenticare che le decorrenze possono essere retroattive: il costo di mesi già fatturati non si recupera dopo.
  • Trattare le due sezioni come se fossero una sola.

Domande frequenti

Il contratto in vigore è scaduto?

No. L'accordo integrativo del 16 febbraio 2024 ne fissa la validità fino al 31 dicembre 2026; il 31 maggio 2026 è la data su cui i sindacati hanno impostato la piattaforma. Chi deve dichiarare il contratto applicato in un bando cita l'accordo vigente, 30 maggio 2023 con l'integrazione del 2024, e annota che il rinnovo è in corso.

Quando arrivano gli aumenti?

Li stabilisce l'accordo di rinnovo, con le sue tranche e decorrenze. Finché l'accordo non è firmato, nessuna cifra è certa.

I contratti firmati a giugno e luglio 2026 da altre sigle sono il rinnovo?

No. Sono contratti diversi per lo stesso perimetro, firmati da organizzazioni diverse. Le conseguenze di sceglierne uno sono nella guida su quale CCNL applicare.

Cosa fa Sentinella su questo punto

  • Calcola notturni, festivi, straordinari e maggiorazioni del CCNL Vigilanza secondo le regole che l'istituto imposta, partendo dai turni del board: si può seguire il contratto alla lettera o adattare le regole a come le applica l'istituto.
  • Tiene lo storico di contratti e livelli senza sovrascriverlo, e conta ogni operatore sulla sezione giusta, guardie giurate o servizi fiduciari.
  • Mostra il margine di ogni servizio, giorno per giorno, con il costo orario calcolato con le regole paghe dell'istituto.
  • Prepara il cartellino mensile per il consulente del lavoro.

Cosa non fa

  • Non elabora le buste paga: le elabora il consulente; Sentinella ne permette il caricamento e la consegna nell'app degli operatori.
  • Non decide come e da quando applicare il rinnovo: lo decide l'istituto con il consulente.
  • Non dà pareri sul contratto da applicare.

Approfondimento: Cartellini CCNL Vigilanza.

Fonti

  • CCNL Vigilanza privata e Servizi fiduciari, accordo di rinnovo (intitolato «CCNL Vigilanza privata e Servizi di sicurezza») — ANIVP, ASSIV, UNIV, Legacoop Produzione e Servizi, AGCI Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi con Filcams Cgil, Fisascat Cisl, UILTuCS — 30 maggio 2023
  • Accordo integrativo del CCNL, con la validità del contratto dal 1° giugno 2023 al 31 dicembre 2026 — ipotesi del 16 febbraio 2024, riserva sciolta il 4 aprile 2024
  • Avvio della trattativa con la piattaforma unitaria (Fisascat) e comunicato «Ccnl Vigilanza privata e servizi di sicurezza, continua il confronto» (UILTuCS) — 6 febbraio 2026 · 14 settembre 2026
  • Stampa di settore sulla plenaria del 14 settembre 2026 — vigilanzaprivataonline.com, 16 settembre 2026 · money.it, 6 ottobre 2026
  • Regolamento di esecuzione del TULPS, art. 257-quinquies, comma 2, lettera c — r.d. 6 maggio 1940, n. 635, come modificato dal d.P.R. 4 agosto 2008, n. 153 (letto su Normattiva il 6 ottobre 2026)
  • Codice dei contratti pubblici, art. 60 (revisione dei prezzi) — d.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, come modificato dal d.lgs. 31 dicembre 2024, n. 209

Questa guida spiega, non certifica: per il tuo caso concreto passa sempre dal tuo consulente del lavoro o dal tuo legale, e dalla Prefettura competente.

Altre guide

Sentinella è gratis fino a 5 anagrafiche, per sempre.

Non una prova che scade: si cresce quando cresci tu.

Apri il tuo account